Voglio una vita che guardi in faccia alla verità

Al posto di spiegare a parole il pensiero di Corti, lasciamo “parlare” lui tramite citazioni tratte dai libri, cercando di mantenere un filo logico-temporale. Innanzitutto, avviciniamo il visitatore alla persona dell’autore non tanto attraverso il solito pannello introduttivo sulla vita, le opere e via dicendo, ma grazie ad un primo passo, quello di “Osservatorio Caterina”. Emergono così fin da subito due costanti, talvolta implicite, che ci accompagneranno per tutto il percorso della mostra: la Verità e la Bellezza. Seguono gli altri pannelli: vita, opere e la guerra in quanto evento cardine della vita di Corti: “Un esperienza totale di vita in tutti gli aspetti” (con questa affermazione non vogliamo definire Corti né un guerrafondaio né uno scrittore del fronte); per concludere, tre pannelli che guardano al titolo dell’evento: “Cosa rende la vita vita?”.

Lieta Furia – giovinezza e promessa ne
I Promessi Sposi

La mostra vuole studiare e capire come, in tutto il romanzo del Manzoni, il tema della giovinezza venga trattato e sviluppato. Quindi, cercando risposte ed esempi nell’opera manzoniana, ci siamo chiesti: “che significato ha per noi essere giovani? Come poter continuare sempre ad esserlo per mettere “fuoco” in tutto il mondo?”. Per provare a rispondere a queste domande ci siamo soffermati sulla vicenda di sei personaggi in particolare: Renzo, Lucia, Don Abbondio, Fra Cristoforo, l’Innominato e la Monaca di Monza.







Next to me, un’educazione presente

La mostra nasce dall’impatto con le notizie provenienti dalla realtà attuale; la pandemia ha infatti risvegliato molte ferite e insicurezze nel mondo dei giovani, fino a dare vita ad una vera e propria emergenza educativa. Sono sorte quindi in noi diverse domande: “Cosa significa educare? È possibile incontrare oggi adulti in grado di comunicare un’ipotesi positiva sulla vita? Cosa serve per poter fare una proposta educativa di questo genere?”. Per cercare una risposta abbiamo incontrato e intervistato alcune figure appartenenti a realtà educative della zona, che saranno i protagonisti della mostra. Al termine della visita potremo allora chiederci se l’educazione di cui si è parlato sia effettivamente “presente”, come il titolo della mostra suggerisce.